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Atei umanisti: ragione ed etica, passione e compassione

Umanesimo ateo, un manifesto italiano

Sostieniamo che la natura è tutto ciò che esiste, e l’essere umano ne è non signore e padrone, ma il massimo responsabile.
In questa breve frase sono racchiuse alcune idee essenziali, naturalmente.

La scelta di un modo di essere

L’umanesimo ateo è una moderna filosofia di vita e relazione. Essa vede negli esseri umani gli unici, veri responsabili del loro mondo e del proprio benessere terreno, consapevolmente perseguito insieme per via razionale ed etica. L’appartenenza alla medesima specie e le sue peculiari capacità danno a ciascun uomo dignità in quanto tale, ed è in virtù di queste che può trovare la più profonda e personale realizzazione di sé, entro le eccezionali opportunità — e al contempo i precisi limiti — di questa vita, questa natura, e la salutare convivenza con i suoi simili, gli altri animali, l’ambiente Terra.

Non una religione — è priva di dèi, dogmi, libri sacri, vicari, intermediari, verità rivelate e riferimenti al soprannaturale — non una ideologia — gli mancano astrattezza, pervasività e fede — ma una ‘worldview’ laica,  una concezione del mondo saldamente ancorata alla realtà naturale, e al contempo capace di arricchire la vita e muovere alla speranza e al cambiamento.

Le tesi dell’Umanesimo ateo

Non religione, ma filosofia del vivere che restituisce agli uomini valore e dignità in quanto uomini #UmanesimoAteo Condividi il Tweet L’umanesimo ateo è definito da un piccolo numero di princìpi. Non dettami assoluti, ma una rosa di idee fondate su osservazione ed esperienza, che diventano chiavi di lettura, linee-guida, fonte di ispirazione e aspirazioni.
Ci sembrano essere, fra tutti i riferimenti valoriali possibili, l’insieme minimo indispensabile, espressione consapevole di chi siamo e scegliamo di essere, un solido, solare orientamento nelle scelte pratiche.
In breve:

Natura. La natura è tutto ciò che esiste, e tutto ciò che esiste esiste in natura. L’essere umano e quanto gli attiene fanno parte di essa.

Se in questo si esaurisce l’assenza degli dèi, l’ateo/a e l’agnostico/a umanisti sostengono vivamente inoltre:

Ragione. A tutt’oggi il metodo più affidabile per avvicinarsi alla verità delle cose.

Etica. L’insieme dei più alti valori umani, per una convivenza pacifica e un comune progresso in libertà e rispetto reciproco.

Piacere. Realizzare sé stessi e godere con passione della vita.

Responsabilità. Da esseri umani — in quanto dotati di autocoscienza, sensibilità e intelligenza superiori — assumiamo consapevolmente non il dominio ma la responsabilità del mondo in cui viviamo.

Cinque princìpi, in equilibrio fra loro. Nella presenza insieme, e nell’armonia fra essi, nasce l’umanesimo.

Umanesimo ateo, filosofia di vita razionale ed etica.

E tu? Quali sono i tuoi valori di riferimento? In base a quali idee minime fondamentali ti orienti e giudichi? Come vedi i rapporti umani? E il futuro?

Le tesi per esteso

Si tratta di un movimento di pensiero relativamente nuovo — nella sua forma internazionale contemporanea ha circa un secolo — sebbene ve ne siano segni precursori nell’opera e nel pensiero di filosofi, scienziati, artisti, intellettuali, innovatori sociali e semplici persone di ogni tempo.
Il nome deriva da ‘uomo’ — essere umano e umanità — ed è una conseguenza naturale di una impostazione che lo vede protagonista della propria felicità, fra suoi pari, nel suo mondo. Dell’umanesimo rinascimentale condivide la piena fiducia nell’uomo e la sua individualità razionale, ma rispetto a quel periodo storico non fa dell’età classica greco-latina un soggetto da venerare, non è un erudito movimento di élite, e perde ogni dipendenza dal Cristianesimo. L’Umanesimo dei tempi d’oggi si rivolge a tutti, e definisce una base teorica — una selezione di valori intensamente sentiti — grazie alla quale ciascuno può esprimere sé stesso/a nel modo più gradito e nell’ambito della massima libertà effettivamente possibile. Sono 5 i cardini di questa rigogliosa, vitale, liberatoria filosofia di vita. Lo stretto necessario a sue fondamenta.

Natura e Ragione. L’umanesimo ateo si libera da qualsiasi religione e fede dogmatica, come da ogni idea di ‘soprannaturale’: non solo perché, esistendo, ciò farebbe parte della natura, ma perché non ve ne è prova concreta, sì che per fede l’una o l’altra idea può essere creduta con pari sentimento, le cattive azioni vi trovano facile giustificazione, e le buone non sono un’esclusiva di una qualsiasi fra esse.
La semplice fede dunque non serve ad accertare ciò che è vero né a fare del bene quanto ad avvalorare preconcetti, come quelli per definizione non verificabili su ciò che sarebbe ‘divinamente ispirato’ o ‘trascendente’, ed è per questo che l’umanesimo ne prescinde completamente, preferendovi la natura come tale e la verifica razionale, logica e scientifica dei fatti — un metodo dai risultati osservabili e ripetibili, dunque il più affidabile. Più affidabile rispetto al metodo ‘mistero della fede’, e non solo: da molte parti oggi la necessità di provare correttamente quanto si pensa e si afferma con certezza non è sentita più gran ché. Senza verifica dilagano ad esempio fake-news e pseudo-scienza, fanta-politica e fanatismi etero-fobici, nonché quel ragionar superficiale per fallacie logiche e sentito dire che tuttavia lascia convinti e soddisfatti nel confronto quotidiano con gli altri e con sé stessi.
È per mezzo del corretto uso del metodo razionale che la verità di ipotesi, intuizioni e fatti, di opinioni, aneddoti e sensazioni può essere accertata, o quanto più accuratamente approssimata: da esso scaturiscono le continue, profonde, sorprendenti meraviglie del sapere, la determinazione nella ricerca, l’entusiasmo della scoperta, il piacere del buon argomentare, un vigile scetticismo su quanto ancora ignoto, sospetto o incomprensibile, e tutti i consistenti benefici della conoscenza che diventa tecnologia applicata.Dunque natura, e nella natura ragione.

L'umanesimo abbracciato fino in fondo non può essere che secolare, cioè esplicitamente ateo e agnostico… Condividi il Tweet L’umanesimo nasce in natura, esamina e gioisce della sua vastità, guarda al nostro tempo, inizia e resta con gli uomini: abbracciato fino in fondo allora non può essere che ‘secolare’, cioè esplicitamente ateo e agnostico, e sebbene di esso sia possibile, e apprezzabile, una forma ancora religiosa e una volutamente neutrale, è così che lo intendiamo in questa sede.

Responsabilità. Un terzo aspetto essenziale, accanto a naturalismo e razionalismo, è quello della responsabilità. Nel prendere atto della propria intelligenza e della propria sensibilità — in natura le più ampie, sviluppate e complesse — gli atei umanisti sostengono che l’essere umano possiede non solo la capacità di modificare il proprio ambiente, ma la massima responsabilità nei confronti di quest’ultimo.
Abbracciandola appieno, si assumono il dovere di salvaguardarlo non solo e non tanto per propria convenienza, ma per l’inestimabile valore intrinseco che possiede.
La natura non è proprietà dell’uomo, e non è al suo servizio. L’uomo vi nasce dentro e ne fa parte, e in questo senso non vi è che parità.
È nostra la responsabilità del benessere personale e sociale, la sua qualità non può essere lasciata al caso… Condividi il Tweet

Allo stesso modo, è nostra la responsabilità del benessere personale e sociale, la cui qualità non può essere lasciata al caso, né al ripetersi di modalità relazionali disfunzionali, né a criteri di riferimento palesemente erronei e divisivi. L’unicità delle nostre prerogative non fa che obbligarci a uno sviluppo sostenibile e a una convivenza soddisfacente per tutti.

Etica. Si rende quindi necessaria — non solo in via di principio e convenienza, ma anche perché disposizione connaturata ed esperienza intimamente appagante — l’attenzione per l’etica.
Etica è l’insieme di quei princìpi e regole di comportamento che consideriamo migliori e più giusti perché favoriscono le relazioni umane e con l’ambiente, anziché opporvisi o esservi indifferenti.L’uomo non nasce cat­tivo, non tende al male per natura, né ha biso­gno di coman­da­menti e giu­dici altri da sé… Condividi il Tweet

Riteniamo fondatamente — sulla base dei cospicui successi di cui la nostra storia e l’esperienza quotidiana sono costellate — che la psicologia umana ne sia fonte e modello, lad­dove una ragione capace e un cuore libero pos­sano apertamente fio­rire.
L’essere umano non nasce cat­tivo e non tende al male per natura, né ha biso­gno di coman­da­menti e giu­dici altri da sé e dalla sua coscienza, quando essa si sia for­mata in un ambiente di fiducia e rispetto reci­proco nel quale i biso­gni psico-emotivi siano stati sod­di­sfatti quanto quelli mate­riali.
Vi sono dun­que strade natu­rali — ovvero niente affatto ‘sopran­na­tu­rali’, e sle­gate da mora­li­smi inverificati — per svi­lup­pare e vivere l’etica, e ciò al di là del carico gene­tico (sul quale non pos­siamo inter­ve­nire, e che tut­ta­via non va soprav­va­lu­tato), dall’impronta evolutiva (grazie a cui siamo giunti a quella culturale, più influente negli anni dell’uomo) e degli errori relazionali del nostro pas­sato — ingenui o intenzionali, ma oggi ben evidenti — cruda normalità ancora per molti ma che non sono né un marchio né una condanna, e possiamo smettere di fare.

Alla base della scelta etica umanista c’è consapevolezza, sensibilità, empatia, così come apertura mentale, obiettività, capacità critica: qualità naturali e umane, che possono essere facilitate ed espresse da subito, o risvegliate e accresciute.
Ragione e sentimento. La prima, usata propriamente e fino in fondo. Il secondo, libero da condizionamenti e frenesie; insieme, perché l’una trattenga dalle illusioni, l’altro riscaldi la ricerca. Mente e cuore in armonia. umanesimo.Gli atei umanisti abbracciano l'etica e il senso di responsabilità personale consapevolmente e dal profondo… Condividi il Tweet Gli umanisti abbracciano l’etica e il senso di responsabilità personale consapevolmente e dal profondo di sé, ovvero per desiderio e libera scelta piuttosto che per timore o obbedienza, dei quali con questi presupposti non vi è necessità. È nostra opinione, anzi, che l’etica esista soltanto se scelta in quanto tale, per beneficio diretto e disinteressato: non vi è alcuna nobiltà nell’aiutare il prossimo o conformarsi a una legge per paura, comando, tradizione, emulazione o profitto ulteriore, né invero per compiacere e soddisfare terzi. Etico è l’approccio teso a giustizia, convenienza e soddisfazione per la dedicata volontà che tutte la parti coinvolte ne ottengano. Ragione ed empatia ci spingono a prendere atto della sostanziale uguaglianza fra gli uomini, e a desiderare reciprocità in serenità e gratificazione.

L’etica umanista è uguaglianza nei diritti e nella considerazione di fondo, accettando le differenze in tutto il resto. È altruismo, collaborazione, mutuo supporto tanto quanto amor proprio e rispetto per sé stessi, ugualmente essenziali.
È elezione della nonviolenza e della mediazione non-competitiva nella soluzione dei conflitti, ovunque e ogni qual volta possibile. È pace senza sopraffazione, né indottrinamento, né discriminazione. È libertà e indipendenza — fisica, morale e intellettuale — nel rispetto reciproco.
L’etica umanista è uguaglianza nei diritti di base, accettando le differenze in tutto il resto #UmanesimoAteo Condividi il Tweet È impegno all’equità, alla giustizia, all’onestà; al benessere, interiore e materiale; alla libertà di coscienza, di scelta, di opinione ed espressione; all’unione e all’inclusione; a mezzi, regole e soluzioni efficaci e condivisi; a relazioni paritarie e non abusive fin dall’infanzia, quando si forma senza difese la nostra idea di noi stessi e dell’altro; alla tutela dei diritti animali e della natura tutta, nonché della facoltà del singolo di realizzare sé stesso a suo piacere — entro i soli limiti posti dalla convivenza fra persone col medesimo diritto e sulla stessa terra. Riteniamo che questo meglio corrisponda alle esigenze primarie dell’individuo, meglio le soddisfi, meglio faciliti la convivenza e le relazioni. E che, conseguentemente, la scelta di accordare equamente opportunità e confini meglio dispieghi — non in senso assoluto ma in senso propriamente etico — il nostro potenziale, come persone e come società.

Includiamo qui l’onestà intellettuale. Atei e agnostici umanisti non hanno fini nascosti e in contrasto con gli ideali fin qui descritti, si impegnano a sostenerli con obiettività e chiarezza per la forza che hanno, e a non usare in alcun caso metodi coercitivi — fisici, psicologici o retorici, diretti o impliciti, duri o morbidi — per ottenere consenso sulle proprie idee: il consenso, l’apprezzamento, la scelta non possono passare che per una via coerentemente umanista.

Piacere. Per sua natura, l’umanesimo tiene in alta considerazione il piacere della vita, che non è un passaggio verso altrove, ma tutto il tempo che abbiamo.
Consideriamo legittimo il desiderio della persona di realizzare sé stessa, in sintonia con le particolari aspirazioni personali e secondo i propri tempi. Doveroso è non solo minimizzare gli ostacoli, ma moltiplicare le opportunità affinché accada.
Liberamente esprimere sé stessi, definire il senso e lo scopo della propria vita #UmanesimoAteo Condividi il Tweet Si possa godere della bellezza, le arti, la natura, gli agi e i piaceri — fisici e intellettuali — laddove si trovino; dare spazio all’allegria, il gioco, l’immaginazione, il viaggio, la poesia, la meraviglia; trovare tempo per i propri cari, e per sé stessi; concedersi emozioni, viverle, esplorarle, conoscersi, e crescere interiormente; rafforzare ed espandere le proprie abilità, liberare il talento, nutrire la cultura, ed emanciparsi; serenamente apprezzarsi, per valore individuale e dignità specifica, e onorare sforzi e successi; tener vive passioni e conseguire interessi, indulgere in hobby ed anche nell’ozio ricreativo.
Liberamente esprimere sé stessi, definire il senso e lo scopo della propria vita, per quanto diverso e originale sia, a buon diritto sciolti da altrui preconcetti e resistenze. Sentirsi appieno felici e realizzati, ciascuno secondo la sua singolarità, è un desiderio esistenziale la cui attualizzazione va assecondata e non repressa, nell’ambito di una reciprocità che è garanzia di tutti, e incentivo a una preziosa diversità. I doveri che la vita ci impone o che scegliamo di assumere non sono l’unica cosa che conta, e la possibilità di un sacrificio per ‘gli altri’ va bilanciata con quella — altrettanto importante — di rispetto per sé stessi, restando una decisione personale.

Addendum. Risulta infine essenziale una precisazione: la forza di ciascun principio è senza dubbio imponente, ma è nell’equilibrio dell’insieme che si raggiunge l’eccellenza. Fra essi non c’è ordine o graduatoria, e sebbene vi sia il momento in cui all’uno o all’altro nel suo campo si concede precedenza, nessuno va scordato, omesso o trascurato, affinché si diano fra loro forza, limite e lucidità.
Infatti: che ne sarebbe del vero, senza il giusto e senza il bello? Di responsabilità senza testa e senza cuore? Del pensare agli altri e non anche a noi stessi o dell’avere di più, esclusivamente alcuni? Dell’individualità senza relazione, della volontà senza compassione o verifica? Dell’utile senza il piacevole, di emotività senza misura, di efficienza senza scopo, o di una natura sola e spoglia di tutto questo? Se l’uno esclude l’altro, a che prezzo si persegue?
Presi singolarmente diventano come idoli dalla rischiosa destinazione, e in realtà ci lasciano incompleti. L’insieme, permette di evitare il fanatismo, la speculazione, la superficialità. L’insieme riconosce e celebra la nostra interezza,
la sinergia la arricchisce: la sfera razionale e quella emotiva intersecanti e unite nella definizione della propria identità, nella costruzione dei rapporti umani, nell’intima ricerca di senso e direzione.
Nel renderli un tutt’uno esprimiamo al meglio la nostra umanità.

Conseguentemente, l’umanesimo non può prescindere dal concetto pratico di flessibilità: ogni regola o intento, ogni strumento o metodo, ogni programma o incarico, ogni attività sociale o ulteriore aspirazione andranno scelti, verificati, ridiscussi, completati, migliorati o eliminati ogniqualvolta sia necessario, perché siano questi al nostro servizio, e non viceversa.
Princìpi necessari e sufficienti, indifferibili, ma non assoluti o indiscutibili #UmanesimoAteo Condividi il Tweet Possiamo dire che, se si scoprissero non orientati al bene individuale e comune attraverso il rispetto reciproco, la parità di diritti e la libertà di coscienza e d’azione, ma piuttosto al privilegio di alcuni e non liberamente condivisi, sarebbero inaccettabili, per quanto amore, certezza e fedeltà vi avessimo riposto.

Persino questa classe di princìpi che chiamiamo necessari e sufficienti, che ci sembrano universali e indifferibili, non è assoluta, né immodificabile, né indiscutibile. Essi derivano dall’esperienza e lì devono tornare, verificandone le conseguenze. Nel momento e nella misura in cui si ritengono giusti non potrà che esserci un impegno alla coerenza — a un’azione in aperto e trasparente accordo con essi, il loro spirito, il loro significato, nell’agirli, trasmetterli e difenderli — eppure non vanno considerati validi a priori o stabiliti per sempre, meta-fisici, ma riconfermati giorno dopo giorno finché si dimostreranno tanto aderenti alla realtà quanto funzionali, soddisfacenti e utili per tutti. C’è un motivo per cui nascono, uno scopo per cui li abbiamo scelti, una priorità che li determina: vivere meglio, e farlo insieme.

Ad atei e agnostici, a laici, scettici e liberi pensatori

Ecco dunque identificata ed espressa la nostra ‘mappa del mondo’, il quadro teorico di riferimento.
Siamo qui per incoraggiare una filosofia dell’uomo, terrena eppure elevata e degna — semplice eppure impegnativa — sensata e verificabile, feconda, positiva.
La sua bellezza sta nell’attenersi al naturale e al provabile, nel richiamarsi e integrare i vari aspetti della nostra vita, nel fare priorità del reciproco benessere, nell’essere una scelta libera, intenzionale e consapevole.
Essa si aggiunge all’ateismo e all’agnosticismo, da una parte rivelando la persona dietro al/la non credente — e non è poco in tempi in cui il non credere è ancora visto con generica diffidenza — dall’altra una strada percorribile da molti, capace di interessare e farsi apprezzare per ricchezza e intenti.

La visione ateo-umanista offre quella che riteniamo l’enorme opportunità di contribuire in società con elementi fondativi normalmente celebrati ma attualmente carenti o solo nominati. Teoria, e pratica coerente, per parlare all’animo umano delle sue bellezze, e alla società del suo futuro.


Diciamolo pure: di ciascun argomento si parla già. In molti concordiamo, e su ciascuno ci regoliamo ogni giorno. Sono le nostre tesi. L’idea inedita è vederle insieme, mostrarle insieme, farne un ideale, un metodo, uno scopo.
Incoraggiare una visione del mondo terrena eppure elevata e degna, verificabile, positiva #UmanesimoAteo Condividi il Tweet La formulazione a sistema è una conseguenza logica che speriamo gradita e illuminante anche per gli atei italiani, a cominciare da chi fra noi la pensa proprio così senza avergli ancora dato un nome, magari con la falsa percezione di essere appena un’eccezione, o senza aver preso coscienza — magari da attivisti — della trascinante forza d’ispirazione che possiede quale insieme elegante e base sicura.
In quanto tale, riuscirà meglio nel confronto diretto su temi così fondamentali, esistenziali, con nuova autorevolezza muovendo non solo in direzione di una laicità compiuta, ma di quel bagaglio minimo di valori essenziali che oggi chiamiamo di civiltà, eppure si trascurano; di quel senso di responsabilità che vediamo mancare, con ogni sorta di impietose conseguenze; di opportunità a un benessere sociale non effimero che ci sembrano doverose e fattibili, ma ancora lontane. In altre parole, di un ambìto, autentico cambiamento. Di noi persone, ‘costrette’ a convivere, e perciò a riconoscersi pari.

Di questo parliamo nella seconda parte: Vivere e fare da atei agnostici umanisti
  Scarica in PDF: Manifesto di umanesimo ateo
L’Umanesimo ateo è una filosofia di vita laica, razionale ed etica. Questo manifesto ne sintetizza in italiano i principi e gli scopi.
Rev. 08/08/2017 — 9.8Mb — 1.111 dls

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